Sliding doors – Workaway

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La mammafamilias in questi giorni si dedica al giardino, e di conseguenza, ai profondi cambiamenti di vita. La propria e quella altrui.
J viene dalla Colombia, è un giornalista, uno scrittore e un insegnante di fotografia.
Sta viaggiando per l’Europa e ha un sogno: imparare a andare in barca a vela e visitare la Turchia. Ha girato il Sudamerica in autostop e ha vissuto gli ultimi due anni in Patagonia. Una persona semplice, concreta, che lavora e scrive, scrive e lavora, appunta tutto su un taccuino blu. Non ha un blog e questo lo rende di per se’ un personaggio degno di nota.
La materfamilias, che sarei io, allora fa due più due e si ricorda che ha conoscenze, contatti: fa il giro largo e parte dalla Svezia e arriva a Bodrum, Turchia. Dove adesso J è atteso, per stare, imparare e un po’ lanciarsi nel mondo della vela che è complicato, semplice, affascinante, sorprendentemente accogliente per chi ha voglia di fare.
J, che aveva il suo volo per Buenos Aires la settimana prossima, ha cambiato i suoi programmi per i prossimi tre mesi, vista l’opportunità, e non si guarderà indietro.
Il babbofamilias sta studiando diritto canonico comparato e recentemente ha tenuto una lezione, in bagno, sul Dharma, spiegando che trattasi dell’ordine naturale delle cose a cui bisogna attenersi se si vuole che le cose funzionino nel modo giusto.
Ecco. La materfamilias, quando spinge un giovane verso un’estate in barca a vela sulla costa turca, si sente perfettamente allineata con la natura, la legge e il tutto.

5punti per fare si che Couchsurfing sia un piacere


Piccolo post dedicato alla teoria e alla pratica dell’ospitalità gratuita, o se vogliamo, di uno degli aspetti a mio parere salienti della sharing economy di cui tanti parlano ma di cui pochi sembrano fare esperienza reale e diretta.
Couchsurfing (e i suoi omologhi, in particolare il nostro amatissimo e ciclistico warmshowers) sono community che esistono da ben prima che facebook irrompesse nelle nostre vite tipo locomotiva a vapore e rappresentano a mio modesto parere delle gemme preziose che internet a prodotto. Certo, a volte si trovano gli stronzi che ne abusano, ma selavì e non ci possiamo fare molto, purtroppo, se non continuare a spandere viBBrazioni positive come veri jedi al servizio del lato chiaro della forza.
In quasi 4 anni di couchsurfing, per lo più come ospitante, questi sono i suggerimenti che mi sento di dare all’universo.

1 – Sperimentate (ma seguendo l’istinto): ci sono cose che, grazie a couchsurfing, ho scoperto che mi danno noia. Se non ne avessi sperimentato il fastidio, il disagio, non sarei qui a raccontarlo.
Quindi fare l’esperienza è la chiave per testare i nostri limiti, i nostri confini, ma se un profilo o una richiesta non ci convince, sentirsi liberi di dire no perché quella vocina vicino all’orecchio o nella pancia ce lo suggerisce è molto, molto, molto sano.

2 – Less is more (l’ospite è come il pesce): due, tre giorni di permanenza sono il massimo assoluto che mi sento di concedere a un perfetto sconosciuto. Quattro notti sono in assoluto il tempo più lungo in cui ho avuto persone in giro per casa. Questo mi permette di godermi l’esperienza senza stravolgere i ritmi della famiglia, mantenendo gli spazi e le distanze quanto basta. Inoltre, non accetto quasi mai più di un ospite al mese. Avere ospiti significa fare qualche lavatrice in più e anche un sacco di piatti da lavare. L’esperienza deve essere sostenibile e piacevole, non un lavoro! (altrimenti mettevo un annuncio su Airbnb – e quasi quasi… se col lavoro non si smuove nulla ma proprio nulla…)

3 – La chiarezza è tutto: per esempio, abito lontano dalle stazioni e non posso essere un taxi per i miei ospiti. Lo dico forte e chiaro sul mio profilo, lo ribadisco nei messaggi che ci scambiamo per la logistica. La mia casa non è un ostello con uso cucina e anche questo è specificato chiaro e tondo.

4 – meglio in coppia! : tendo a preferire le coppie, soprattutto se non sono proprio giovanissimi, perché sono più indipendenti, più rispettosi, hanno storie migliori da raccontare. Non mi precludo i viaggiatori solitari, ma mi do’ il diritto di scegliere e avere delle preferenze.

5 – il feedback non è un’opzione: è l’unico strumento efficace (con le verifiche d’identità a pagamento che fornisce il sito… Io detto tra noi mi ci faccio il bidet, perché chiunque può pagare. Meglio un profilo denso di recensioni positive che non un profilo “premium”, ma vago e senza recensioni.

E dopo queste perle di saggezza, vado a dormire. Abbiamo messo un annuncio su Workaway, per ricevere aiuto con il giardino in cambio di ospitalità, e sta avendo molto successo. Vi tengo aggiornati. Questo we, amici francesi in visita, pizza e, speriamo, qualcuno che guardi l’Infanta mentre io “chiudo gli occhi un istante” (i.e.: collasso per tre ora in un sonno simile alla morte.)