Giorni di festa, andata e ritorno

Abbiamo fatto una toccata e fuga pasquale nelle Apuane terre natie: una prova di resistenza alla fatica per l’Infanta, che nonostante ormai si avvicini ai quattro mesi e quindi all’età della ragione, apprezza la mondanità fino a un certo punto e ce l’ha fatto capire con un pianto a gola spiegata in notturna come non se ne vedevano da un po’.
Una prova di resistenza culinaria per noi, che siamo stati viziati da mamme, zie e nonne fino al punto di non ritorno, tant’è che per compensare mi sto nutrendo di pinzimoni e pane sciapo, in ricordo delle mie vite precedenti da monaco francescano.
Mentre Il Concorso si avvicina, per prepararmi all’evento compilo test di logica e di cultura generale, imparando a menadito tutto ciò che una buona cittadina della Repubblica dovrebbe sapere dalla terza elementare e cioè quanti sono i deputati, quanti i senatori, l’età a cui votare e a cui si può essere votati… Insomma tocco con mano il fallimento dell’insegnamento dell’educazione civica nelle patrie scuole pubbliche e la mia generalizzata disinformazione, che mi copre di vergogna e mi fa venire voglia di andare in giro con un sacchetto di carta in testa come il figlio di gatto Silvestro.
Siamo tornati e io mi sento sempre più stretta in questa abitazione non mia, ancora invasa dai peli di cane e di gatto e da mobili che non mi piacciono più, sempre in una condizione di campeggio, di provvisorietà… Sono stufa.
E per protesta, vado a fare una passeggiata.

 

Conversazioni Pasquali

Oggi pomeriggio, chiamata da Nonnafamiliae.

Lei: “Ciao come state?”
Io: “Bene, sto mangiando un coniglietto di cioccolata per entrare nello spirito pasquale”
“Hai anche fatto sesso?”
“…”
“Sai, per entrare nello spirito pasquale!”
“….”
“I coniglietti, il sesso… sono tutte cose molto pasquali, sai.”
“Per il momento mi limito a mangiare conigli di cioccolato, appena completo il quadro festivo se vuoi ti aggiorno… Tu, piuttosto, come sei messa, visto che siamo in argomento?”
“Niente coniglietti ne’ sesso, per il momento”
“Va bè. Allora ciao, devo allattare”
“Ciao, statemi bene”

E poi ci si chiede come mai sono un po’ una strange woman… Buona Pasqua!