Storie di quello che è successo negli ultimi giorni

Couchsurfing è una di quelle cose che ti fanno pensare che per l’umanità esista speranza.
Poi, le coincidenze come al solito si sprecano.
Sabato scorso, primo cinema dopo 18 mesi tondi, siamo andati a vedere Mad Max e io dico che se in un film fatto al 99% di adrenalina ti passa il messaggio che la speranza del futuro sono le madri e le donne, forse qualcosa sta cambiando, ma comunque non vorrei divagare, fattostà che è un film australiano e i nostri ospiti sono stati australiani.
Vedere una coppia di mezza età che gira l’Europa in bicicletta, dorme sul pavimento del mio soggiorno e mi regala un vasetto di Vegemite (che sapevo perfettamente come utilizzare, perché guardo Jimmy Fallon, e anche perché durante la gravidanza mi nutrivo quasi esclusivamente di Marmite, burro e pane. Ma il Vegemite, ho scoperto, mi piace di più: questione di consistenza. Ma sto divagando.)… Dicevo, gente oltre i 50, che dorme sul pavimento, che gira in bici, che usa couchsurfing, che ha i figli già grandi e quindi viaggia per il mondo, che come sport della domenica, rema su barche di legno tipo peschereccio dell’800 cavalcando le onde notoriamente miti dell’oceano australiano, un po’ come facciamo noi quando c’è il mare grosso con i pattini, in Versilia (e non sto scherzando).
Che segue il giro d’Italia come metodo per scoprire gli angoli più nascosti del nostro paese, e hanno fatto lo stesso con il Tour de France – tanto per dire – che pedala tutti i giorni un’ora e mezza a andare e un’ora e mezza a tornare.
Insomma, ispirazioni enormi per un futuro luminoso, in cui c’è speranza di continuare a fare quello che ci piace, perché non sarà troppo tardi.

Approfittando del ponte, invece, abbiamo sistemato l’orto (fagiolini, pomodori, zucchine, insalata – speriamo che le lumache non decidano di banchettare…), anche se in ritardo – better late than never, conquistiamo terreno poco alla volta, sistemando, riordinando, prendendoci cura di un posto che per ora sembra sia sempre stato amato per procura, come quei fidanzati che ti dicono “Ti amo tantissimo”, ma poi oltre a portarti a cena fuori e fare gli splendidi un paio di volte, ti trattano proprio di merda. Ma noi sappiamo che l’amore si fa tutti i giorni, poco alla volta, e questo nulla toglie ai giorni in cui ci si ama totalmente e completamente e tutto insieme: essere in coppia, essere una famiglia, è veramente come coltivare un terreno e prendersene cura, progettare un giardino. Pianti cose di cui vedrai i frutti, altre resteranno per chi viene e non saprai mai che fine faranno, ma va bene così. Tagli l’erba tutte le settimane, stabilisci le tue priorità, lotti su un fronte e lasci perdere su un altro.
Insomma, l’esterno prende sempre più forma e la natura insospettabilmente lussureggiante di questa Pianura Padana viene tenuta a bada, anche se ha ancora larghissimi spazi di autonomia.

Per il resto, tutto bene, anche se l’ansia da sopravvivenza (non arriveremo alla fine del prossimo mese, devo trovare un lavoro per quando C to Work si sarà esaurito, devo guadagnare: ansia ansia ansia ansia) a volte mi prende così forte che non so come gestirmi se non svegliarmi alla 5.30 del mattino e scrivere qualcosa, tanto per mettere in fila i pensieri e i fatti, tenerli a bada, farli uscire, così restano miei, ma un po’ se ne vanno anche per la loro strada.

Nella mia ora di libertà

Il babbofamilias ha fatto un regalo di san Valentino alla materfamilias.

Le ha donato circa cinque ore di tempo: bene indisponibile, impagabile, prezioso e irripetibile.

Il programma fin qui ha compreso numero uno lavatrici di capi delicati per arginare il senso di colpa, doppio caffè con panna montata avanzo del dessert della cena di ieri sera e ricciarello dono dell’amica D. (il tutto seduta, leggendo repubblicapuntoitte dal cellulare), lavaggio tazze della colazione, seduta di maquillage accurato con constatazione che si, il mascara sta finendo e che si, ho bisogno una terra abbronzante e anche di migliorare l’idratazione della pelle del mio viso sempre fresco ma non più giovanissimimisisismo, progetto di depilazione polpacci abortito, svolgimento di parte dello schema di mezzopunto ricevuto in dono dalla nonnafamilias per Natale, ricerca Kindle per recupero romanzo lasciato a metà ormai mesi fa, sfida al maltempo e uscita con le amiche, tra cui una che non si vede da anni in quanto ormai trasferita in Perù a svolgere la nobile professione dell’antropologa, acquisto di oggetti tendenzialmente superflui e auspicabilmente in saldo, tra cui il suddetto mascara.
Ore 18: coprifuoco e rientro nei ranghi dell’attività materna.

Sarà un bel pomeriggio. Facciamo in modo di non sprecarlo.

“Excuse me”…

Sabato mattina.
Siccome siamo una famiglia molto bio eco bio ma nelle ultime settimane non abbiamo tempo per il GAS, stiamo facendo la spesa ripiegando sul mercato.
Chiaro, ogni tanto l’Esselunga ci tocca, eh.
Ma i profumi i colori la caciara ci piacciono e poi intorno a casa (che sarà tale ancora per poco) ce ne sono quasi in tutti i giorni della settimana.
Sabato, dicevamo, c’è mercato in Valvassori-Peroni. Abbiamo comprato di tutto, tra cui due manghi e due avocado, chili di mele, patate, melanzane, susine. Un festival dell’abbondanza.
Arriviamo ai banchi del pesce, che si sa sono un trionfo, al mercato del sabato di Valvassori Peroni.
Io mi metto a scegliere la spigola gigante che avrei ficcato in forno quella sera in onore dell’amico che ha portato il babbofamilias all’ospedale quando ce n’è stato bisogno e a cui dovevamo una cena per lo meno sontuosa.
Discuto animatamente con il pescivendolo e acquisto anche due sogliole nostrali per il fabbisogno proteico della piccola.
Babbofamilias, Infanta dormiens in Ergo su schiena, trent’anni, pantalone corto nonostante sia quasi ottobre, capello e barba incolta, gigatatuaggio, pallore nordico e occhiaia tattica, si guarda intorno con l’aria aliena al mondo e alle cose che solo lui sa assumere. Chi mai direbbe che nel tempo dedicato al negotium costui è un tutore dell’ordine e della felice convivenza tra cittadini?
Di certo non uno dei pescivendoli, che dopo averlo studiato per un po’ con occhio da fine antropologo conoscitore di esotiche creature, gli si rivolge con un timido “Excuse me…” e poi dice a me, “Non siete insieme, vero?!”.

Insomma siamo pronti.
Io a tornare nel mio ambiente naturale, Napoli.
E lui nel suo.
Copenaghen.

Carteggi mattutini

Quando siamo lontani, io e babbofamilias intratteniamo una furiosa corrispondenza via messaggio su whatsapp. Se fossimo ancora ai tempi di carta e penna, avremmo un abbonamento alle poste, perché ci piace scriverci più che telefonarci e stare in silenzio più che parlarci e parlarci solo quando le cose sono carine o importanti o buffe.

Stamani, evidentemente esacerbato dalla solitudine, babbofamilias tenta di insidiarmi con una serie di messaggi che riporterò in versione edulcorata e sintetica per non impressionare i Posteri e i Contemporanei.


 

BF (h. 9.30 del mattino): “Mi sono appena risvegliato da un sonno agitato da esotiche e sudaticce immagini oniriche di cui tu eri la discinta protagonista”

MF (che non si è nemmeno pettinata e esibisce delle occhiaie da record perché l’Infanta ha lo scatto di crescita e non c’è un momento di pace nemmeno a pagarlo oro zecchino): “Non vorrei smontare i tuoi sogni di uomo che fa l’uomo ma sono sveglia dalle 7, ho già pulito una cacca, un rigurgito, uno yogurt appiccicoso versato sul tavolo e doviziosamente spalmato su tutto il piano. Ho spazzato, allattato e per miracolo sono riuscita a mangiare un biscotto e ingollare una tazza di tè. Adesso sto facendo fare colazione ai pupazzi, voci e tutto, mentre nostra figlia mi ignora per strofinare il pavimento con il suo bavagliolo”

BF:”Ahahahah.” (risata, o disappunto?)

MF: “non temere, come insegnano le discipline newage che hanno fatto propria la teoria della fisica quantistica senza capirci un cazzo, il tempo e lo spazio sono un’illusione, per cui in un universo e in un tempo parallelo, stiamo bibblicamente unendo i nostri corpi nell’antico rito dell’amor. Sappi che non sono impermeabile ai tuoi tentativi di seduzione e sei nei miei pensieri, quando ho tempo di pensare. Immagino che tu volessi iniziare una conversazione a sfondo erotico. Mi dispiace.”

BF: “Non preoccuparti. Avevo già concluso la meditazione riguardante il nostro congiungerci carnalmente”


 

Se fossi al cospetto della mia guida spirituale il maestro Obi Wan Kenobi e gli parlassi di codesto episodio, converrebbe con me che in un rapporto di coppia in cui c’è di mezzo un piccolo fardello di felicità, il senso degli humor è l’unica ancora di salvezza.