Storie di: mattinate in bici

We have a dream: andare a giro in bici, di più, meglio, più a lungo, ma soprattutto in vacanza.
Per realizzare questo sogno impossibile (?), ci siamo procurati un carrello/passeggino/jogger in cui l’Infanta sta come un papa. Una di quelle magie di ebay, robe che nuove manco col binocolo, ma poi trovi quello che ha fretta di vendere, e svende a un quinto del prezzo. L’unica cosa che mancava al nostro Chariot, arrivato con il kit per andare a correre, era il kit per la bici, che abbiamo comprato a parte. Oggi, poco sole ma niente pioggia, ci è parla la giornata perfetta per provarlo, e anche per esplorare un po’ i dintorni. Sono sei mesi che ci siamo trasferiti, ma l’inverno è stato lungo e le passeggiate permettono di avere un raggio di azione un po’ limitato.
L’Infanta ha reagito molto bene: ci sono stati i primi momenti di assestamento, ma poi si è fatta un sonoro pisolo, dopo il quale ha ripreso conoscenza e si guardava in giro, tranquilla e serena, sgranocchiando i biscotti che le avevo portato per merenda.
Esperimento perfettamente riuscito.
Noi abbiamo scoperto che esiste una costellazione di cascine e piccoli agglomerati più o meno abitati, viali alberati, vecchie pompe dell’acqua, canali, orti clandestini che vanno la pena di essere visti. La campagna a sud di Milano non è di certo la più bella del mondo, ma ha un fascino un po’ triste, ordinato, composto, quasi rassegnata – penso agli eserciti di contadini che contro le zanzare e contro la fame hanno dissodato e coltivato queste zolle per secoli e secoli -, ma poi ti regala momenti in cui ti sorprende con la limpidezza e i colori.
Siamo partiti verso le 11, alle 12.30 siamo rientrati e abbiamo cucinato una colossale pasta al pomodoro: non sarà stata l’eroica, ma ci siamo dovuti gratificare.
La prossima volta allargheremo il giro: voglio arrivare al ponte sul Lambro e passare da una cascina che è anche un agriturismo, in attesa di una vera avventura, magari di un weekend.
Chissà se l’Infanta apprezzerà il campeggio e tragitti più lunghi…

L’appuntamento con il lirisimo è solo rimandato.

La materfamilias ieri, anzi ierl’altro, voleva fare un post lirico.

Da pubblicare dopo una giornata molto lunga e un po’ molto faticosa, dopo aver litigato selvaggiamente ed essersi rappacificata con il babbofamilias e il mondo, dopo aver fatto una bellissima passeggiata al tramonto con i cani, documentata da materiale fotografico che avrebbe voluto pubblicare su queste pagine, per farvi vedere quanto è figo e quanto è bello il posto in cui vive, anche se è un po’ triste perché pochi sembrano accorgersene e rispettare queste campagne come si meritano, ancora ipnotizzati da un’idea molto anni ’60 di campagna produttiva e stronza, da usare per coltivare mais e scaricare plastica.

Riguardo al programma del post precedente: non si è comprata nessun mascara, ha ingollato un panino ipercalorico mentre le amiche sorseggiavano tè verde in una libreria che è anche bar, perché lei ha bisogno di sostanza, voleva dare un’occhiata ai libri, tanto per sfruttare il posto al cento percento, ma non è stato possibile, perché è stata richiamata all’ordine da un babbofamilias che aveva scordato le chiavi: richiamo a parere della materf. prima del tempo ma in realtà giusto in tempo perché lei non aveva tenuto conto del traffico e non è di fatto ancora abituata alla vita fuori dalla città, avanti e indietro per tangenziali e strade secondarie che dovrebbero essere scorciatoie ma alla fine ci metti un bel po’ lo stesso.

Ma tornando a noi, la materfamilias voleva scrivere cose delicate e toccanti sulla natura che dorme ma è sul punto di svegliarsi, i leprotti che fuggono inseguiti dal Cane Obi, la Cana Sanna che saltapicchia qua e là con ritrovata agilità, le civette nel comignolo sul tetto, il volo dell’airone, i mezzi agricoli che tornano alla campagna e smuovono capanne di letame, le gioie del portare che non andrebbe mai per viottoli fangosi con un passeggino, lei si che è una mamma alternativa e bioecobio, i progetti dell’orto, il fatto che ormai sono quasi due anni che l’Infanta è stata concepita, eccetera eccetera. Insomma la materfamilias voleva dare un’immagine della propria vita sostanzialmente falsa e tendenziosa, volta a un’autorappresentazione internautica priva di fondamento reale, mirata a un accrescimento dell’autostima sostanziale e spregiudicato, seppur posticcio.

Ebbene, dopo aver formulato questo lungo insieme di periodi che però per fortuna sembra avere sia capo che coda (forse, come direbbe la Dott. Vaga del ruggito del coniglio), la nostra materfamilias non ha avuto tempo né di dormire, né di respirare, né di farsi una doccia, ma ha trovato il modo di fare una crostata gusto marmellata di albicocche, facente funzione di psicofarmaco per lei e di colazione per l’Infanta, perché ne sono successe, di cose.

Di seguito, in un elenco in ordine sparso tipo flusso di coscienza.

  • L’infanta è ripiombata nella sleeping regression. Perché ha la seconda mandata di denti, perché sta imparando a camminare, perché sta ancora guarendo, perché è l’età in cui lo fanno… Non importa. Questo significa che di notte non dorme, ma agisce, o meglio, si agita, si sveglia senza svegliarsi, fa un casino abominevole, tenendo sveglia la genitrice, che soffre di ciò orribilmente. Il babbofamilias a volte si sveglia, a volte no.
  • L’agenda fitta di appuntamenti incastrati manco fossero l’ultimo livello di tetris, continua a subire scossoni e mutamenti imprevedibili, che richiedono una riprogrammazione totale di volta in volta. Ciò è snervante, logorante e si somma all’elenco delle cose “troppo contro” con un effetto macigno assai sgradito.
  • Sono finiti i giga e la connessione hotspot dal mio sfigatelefono va lentissima. Questa è la ragione per cui il progetto “posta le foto fighe della tua vita” è solo rimandato ed è anche la ragione per cui è rimandato ogni post che concerne tag o risposte ai commenti. Siamo in economia di sopravvivenza: questo post contrariamente alle mie abitudini di donna spericolata e incosciente che fa tutto online, viene scritto su un programma di scrittura e copiaincollato nel minor tempo possibile su wp. Il minor tempo possibile ammonta al momento a una mezzeria abbondante. Il progetto è, di fatto, sul punto di essere abortito.
  • il babbofamilias ha rischiato di essere operato d’urgenza per appendicite. Ma ce la siamo cavata con una settimana di antibiotici. Dico la verità. Se lo avessero operato credo che avrei avuto un meltdown in piena regola. Resta sotto osservazione quindi ho ancora qualche chance di vincere un esaurimento nervoso: non sono fortunata?
  • il Cane Obi fa la vittima e non si capisce perché. Urge visita dal veterinario per indagare, ma i sospetti sono che Cane Obi, incarnando la parte ipersensibile della famiglia, assorba i malumori generali e si immoli a capro espiatorio, digiunando di quando in quando. Potrebbero anche essere vermi, ma rimando la preoccupazione alla prossima settimana.
  • Pubblicare questo post è stata una gara con a mia pazienza. Quando si ha una connessione scarsa, i codici di sicurezza possono diventare un inferno. Ma non sottovaluto, come spiego sotto, la potenza terapeutica ti tale gesto liberatorio.

Per quanto riguarda le notizie positive:

  • a forza di budini al cioccolato, che il bimby produce senza posa rigorosamente con ingredienti bio, l’Infanta sta prendendo peso. Spero solo di non averla precocemente indirizzata a una sorta di tossicodipendenza che mi rinfaccerà durante l’adolescenza.
  • il mio computer dopo un cambio di batteria costato come un mese di spesa alimentare, si è ripreso.
  • il tempo sta migliorando.
  • i bandi per i concorsi pubblici non mancano e anche per le borse di studio: la mammafamilias ci prova. Chissà che una botta di culo prima o poi non capiti anche a lei, che modestamente sta accumulando un certo credito a riguardo.
  • dopo aver preso le reciproche misure alzando anche un po’ i toni, la coppia mater-babbofamilias si ritrova più salda di prima. La mia teoria, che magari approfondiremo, è che talvolta rifare il quadro della situazione serva proprio a ritrovarsi, anche se non è semplicissimo.
  • aver ripreso a scrivere si sta provando, in questi giorni di crisi, assai terapeutico e liberatorio e c’è bisogno di farlo meglio, di più e con maggiore profondità, ma a volte il richiamo di the sims, ormai in una versione vintage che però detto tra noi spacca, nei rari momenti di quiete, è troppo forte per essere ignorato.