Febbraio, san Valentino.

Non so esattamente cosa avessi in mente quando ho iniziato a scrivere questo blog.

O meglio, lo sapevo: volevo un luogo in cui raccogliere immagini, parole e esperienze, un diario si ma anche pubblico, un posto dove tornare e leggere le cose del cuore e della vita, le cose che succedono.

Ovviamente si è messo di mezzo questo mondo e quell’altro, e poi, siccome sono incostante, non sono riuscita granché a tenere testa a questo grande progetto, un po’ perché mi sono spaventata, dico la verità, la blogsfera è diventata uno strano miscuglio di persone, di opinioni, di pubblicità e anche di gente che lo fa per lavoro, e io un lavoro (e grande, e bello, e impegnativo, e di tante ore davanti allo schermo, non sono sprovvista), mentre io voglio restare pura, passatemi il termine, voglio continuare a dire senza pensare troppo.

Dall’ultima volta che ci siamo sentiti, tuttavia, è successo:

  • A. è nata, pochissimi giorni dopo che ho pubblicato l’ultimo post. A. sta per Adorata, Amabile, Allegra. A. è la luna come l’Infanta è il sole, è una bambina bianca, rossa e nera, con tantissimi capelli e occhi come la tempesta, grigi e azzurri, placida ma anche guerriera. A. mi ha innamorata completamente e lo scopo della mia vita è curarla, vegliarla e nutrirla e mi ispira tenerezza infinita, come solo i piccolissimi fanno alle mamme. Ormai ha quattro mesi e mezzo e dorme, mangia, ride e afferra ed è la prova che il bene non si divide come una torta, ma come una mongolfiera si gonfia e vola alto.
  • La maglia ha fatto il salto di qualità e da hobby è diventata lieve ossessione e luogo, per le mani e per la mente, dove scaricare in qualcosa di creativo lo stimolo un po’ distruttivo a ripetere.
  • Il lavoro della materfamilias non si è interrotto con la maternità, perché non c’è pace per le partite IVA, e se ella conserva un minimo di salute mentale, è grazie al fatto che A. è tutto ciò di cui sopra e anche di più.
  • Timidamente, mi riaffaccio alla vita activa grazie a una meravigliosa libreria di quartiere (Linea di confine), a una pasticceria ancora più bella (Carta da Zucchero), perché vivere in periferia ha i suoi svantaggi, ma è da un terreno ben concimato che vengono fuori le piante più belle e più robuste.
  • L’Infanta ha iniziato la scuola materna in un “territorio difficile”, dove però ha trovato maestre dolcissime e un assortimento multicolore di compagnucci, tutti mediamente equilibrati, sereni, contenti e ben educati. Questo non impedisce al nostro power team babbo+mater di progettare iscrizioni alla semileggendaria e nontroppolontana Scuola Montessori Pubblica e Statale (e quindi GRATIS) di via Quarenghi, salita agli onori delle cronache, sia in quanto eccellenza nazionale, ma anche perché è la prima e unica nel suo genere, a fornire la continuità tra scuola primaria e medie. Squillino le trombe angeliche.
  • La materfamilias si è immolata rappresentante d’istituto (non di classe, badiamo bene) e partecipa a riunioni e dovrebbe ricevere mail che non riceve, e sospetta che qualcosa, nella trascrizione del suo indirizzo, sia andato storto.
  • L’Infanta vive una sorta di ossessione per DragonTrainer, che i genitori non ostacolano ma anzi fomentano. Le conseguenze le scopriremo solo vivendo.

#myperfectsummer

La materfamilias quest’estate ha trascorso meravigliosi momenti di relax.
Ha dormito almeno 12 ore per notte, non ha lavorato più di due ore al giorno, ma solo per brevi aggiornamenti via mail e skype: lei si che sa delegare.
Dopodiché, ospite in una nota località balneare VIP della Toscana, si è diretta, pedalando mollemente la sua bici d’antan, alla spiaggia, dove ha trascorso ore di ininterrotto silenzio prendendo il sole, nuotando nel mar Tirreno e sbocconcellando per pranzo insalatone miste e dietetiche, osservando con malcelato disgusto chi si abbuffava di fritture miste e spaghetti alle vongole.
L’Infanta è stata accudita da una squadra di tate bilingue e nutrita esclusivamente di cibo biologico.

Nel frattempo, il babbofamilias, trattenuto nella Città Grande per badare alla concordia della cittadinanza e tutelare sul rispetto delle leggi (come Ratman), non si è trovato a dover fare praticamente nulla e ha goduto della nostra tenuta alle porte della città, occupandosi del giardino e dell’orto non per necessità ma per diletto, come un lord inglese durante la villeggiatura. Nel frattempo ha frequentato amici e parenti e si è concesso qualche fuga dal

Adesso che la mammafamilias e l’Infanta sono tornate a casa, l’armonia si aggira per le stanze, tutto è tranquillo e mentre le domestiche e le cuoche si aggirano per casa operose e serene come api, la materfamilias amministra sobriamente e diligentemente tutto questo, come in una puntata di Downton Abbey.

I nostri due eterei personaggi, così felicemente ristorati da un’estate fresca e riposante, proprio non si spiegano le ragioni di cotante occhiaie.

Storie di – catarsi

Questo è un piccolo post in cui mi sfogo un attimo.
Ogni tanto ho bisogno di una catarsi anch’io.
È doverosa una piccola captatio benevolentiae, nel senso che io sono tendenzialmente contraria all’internet come luogo in vomitare le proprie angosce e frustrazioni, ma è anche vero che un internet in cui ci mostriamo proprio sempre rose e fiori, in cui tutto va bene, tutto è ok, tutto va alla grande… che palle.
Allora, comincio un elenco in cui elenco, appunto, le cose che mi sono state antipatiche in questi giorni.
Perché questa è casa mia, e io può.

  • in pole position ci metto la veterinaria di rimpiazzo del mio cane Sanna, che ha una brutta formazione strana sulla zampa, cosa di cui non ho voglia di raccontarvi al momento ma ragione per cui ci siamo ritrovati nel suo ambulatorio, con un caldo da rivolo di sudore sulla cotenna della schiena, con Infanta al seguito, tra l’altro poco prima dell’orario di pranzo. Ma non ho da ridire su come ha trattato il cane (sulla parcella, qualcosa avrei da commentare, ma me lo tengo per me), quanto sul modo veramente stronzo in cui ha cercato di rifilare agli astanti il dono che le ha portato una signora: un sacchetto pieno di cose colte dall’orto. Cara veterinaria, a costo di fare 100 km, nel tuo ambulatorio noi non ci mettiamo più piede.
  • Quelli che su facebook sputano sentenze sulla vita, sull’essere e sull’avere, le perle di saggezza insomma, avete capito: amici cari, relax. Per quanto tentiate di far credere al mondo di essere illuminati, nessuno ci crede comunque. Lo stesso dicasi per i messaggi cifrati, le frecciatine.
  • il fatto di aver lasciato la macchina fotografica in Toscana e avere in programma una gita al fiume Trebbia per questa domenica.
  • il mio vicino di casa. Gli venisse un po’ di bene.
  • I criminali che infestano la città di Milano e costringono il Babbofamilias a massacranti turni a tutela dell’ordine pubblico e della comunità. Ma non andate in vacanza MAI?!
  • la telecom e i suoi cavilli

Per ora ho finito.
Pensavo di averne di più: scrivere è terapeutico, c’è poco da fare.
Mi sento meglio.
Ciao.

Nuove Bozze

La mammafamilias ha ripreso contatto con lo sfavillante mondo dell’internet dopo un esilio forzato di lunghezza quasi epica, una cosa che non si vedeva dal 2007 circa.
In questo tempo sono successe molte cose: non è che siamo stati granché bene, come salute, il che ha avuto qualche ripercussione a livello di umore, non indifferente.

L’Infanta, alla bella età di quasi 16 mesi, sta imparando a camminare e recuperando terreno sui percentili, che hanno subito lo scossone delle ustioni alle mani e della conseguente inappetenza.

Il babbofamilias ha vangato un terreno per la prima volta in vita sua, dove abbiamo seminato, con un certo timore reverenziale, il prato. Ci sarebbero da scrivere fiumi di parole sui semi che si spargono in terra, i rastrelli, le pale e le zappe.
Fiaccati dalle scodate dei mali di stagione, abbiamo smesso di strappare terreno alle infestanti, vitalba in testa, con la quale la materfamilias vuole assolutamente dedicarsi all’antica arte dell’intreccio dei cesti, da autodidatta come quasi tutto quello che fa.

La stanza fredda è diventata il mio semenzaio (lavanda, margherite, insalatine da taglio, zucchine, elicrisio)

La crisi economica della nostra famigliola intanto continua: questo farci le ossa tra le ristrettezze economiche avrebbe anche cessato di essere un’esperienza edificante. Per cui la mammafamilias manda curriculum ai quattro angoli del regno e studia per i Concorsi, continua a lavoricchiare per l’Azienda e soprattutto vorrebbe tantissimo che qualche Scolaro bussasse alla sua porta, ché insegnare ai Durissimi è cosa buona e giusta, porta denari fruscianti e le da’ grosse soddisfazioni quando questi, puntualmente, superano gli esami grazie alla sua guida, una mano di ferro in un guanto di ferro.

A presto, a prestissimo spero, con foto, il liebster award di cui sono stata insignita e nuove cronache da questo piccolo mondo che mi appartiene.

L’appuntamento con il lirisimo è solo rimandato.

La materfamilias ieri, anzi ierl’altro, voleva fare un post lirico.

Da pubblicare dopo una giornata molto lunga e un po’ molto faticosa, dopo aver litigato selvaggiamente ed essersi rappacificata con il babbofamilias e il mondo, dopo aver fatto una bellissima passeggiata al tramonto con i cani, documentata da materiale fotografico che avrebbe voluto pubblicare su queste pagine, per farvi vedere quanto è figo e quanto è bello il posto in cui vive, anche se è un po’ triste perché pochi sembrano accorgersene e rispettare queste campagne come si meritano, ancora ipnotizzati da un’idea molto anni ’60 di campagna produttiva e stronza, da usare per coltivare mais e scaricare plastica.

Riguardo al programma del post precedente: non si è comprata nessun mascara, ha ingollato un panino ipercalorico mentre le amiche sorseggiavano tè verde in una libreria che è anche bar, perché lei ha bisogno di sostanza, voleva dare un’occhiata ai libri, tanto per sfruttare il posto al cento percento, ma non è stato possibile, perché è stata richiamata all’ordine da un babbofamilias che aveva scordato le chiavi: richiamo a parere della materf. prima del tempo ma in realtà giusto in tempo perché lei non aveva tenuto conto del traffico e non è di fatto ancora abituata alla vita fuori dalla città, avanti e indietro per tangenziali e strade secondarie che dovrebbero essere scorciatoie ma alla fine ci metti un bel po’ lo stesso.

Ma tornando a noi, la materfamilias voleva scrivere cose delicate e toccanti sulla natura che dorme ma è sul punto di svegliarsi, i leprotti che fuggono inseguiti dal Cane Obi, la Cana Sanna che saltapicchia qua e là con ritrovata agilità, le civette nel comignolo sul tetto, il volo dell’airone, i mezzi agricoli che tornano alla campagna e smuovono capanne di letame, le gioie del portare che non andrebbe mai per viottoli fangosi con un passeggino, lei si che è una mamma alternativa e bioecobio, i progetti dell’orto, il fatto che ormai sono quasi due anni che l’Infanta è stata concepita, eccetera eccetera. Insomma la materfamilias voleva dare un’immagine della propria vita sostanzialmente falsa e tendenziosa, volta a un’autorappresentazione internautica priva di fondamento reale, mirata a un accrescimento dell’autostima sostanziale e spregiudicato, seppur posticcio.

Ebbene, dopo aver formulato questo lungo insieme di periodi che però per fortuna sembra avere sia capo che coda (forse, come direbbe la Dott. Vaga del ruggito del coniglio), la nostra materfamilias non ha avuto tempo né di dormire, né di respirare, né di farsi una doccia, ma ha trovato il modo di fare una crostata gusto marmellata di albicocche, facente funzione di psicofarmaco per lei e di colazione per l’Infanta, perché ne sono successe, di cose.

Di seguito, in un elenco in ordine sparso tipo flusso di coscienza.

  • L’infanta è ripiombata nella sleeping regression. Perché ha la seconda mandata di denti, perché sta imparando a camminare, perché sta ancora guarendo, perché è l’età in cui lo fanno… Non importa. Questo significa che di notte non dorme, ma agisce, o meglio, si agita, si sveglia senza svegliarsi, fa un casino abominevole, tenendo sveglia la genitrice, che soffre di ciò orribilmente. Il babbofamilias a volte si sveglia, a volte no.
  • L’agenda fitta di appuntamenti incastrati manco fossero l’ultimo livello di tetris, continua a subire scossoni e mutamenti imprevedibili, che richiedono una riprogrammazione totale di volta in volta. Ciò è snervante, logorante e si somma all’elenco delle cose “troppo contro” con un effetto macigno assai sgradito.
  • Sono finiti i giga e la connessione hotspot dal mio sfigatelefono va lentissima. Questa è la ragione per cui il progetto “posta le foto fighe della tua vita” è solo rimandato ed è anche la ragione per cui è rimandato ogni post che concerne tag o risposte ai commenti. Siamo in economia di sopravvivenza: questo post contrariamente alle mie abitudini di donna spericolata e incosciente che fa tutto online, viene scritto su un programma di scrittura e copiaincollato nel minor tempo possibile su wp. Il minor tempo possibile ammonta al momento a una mezzeria abbondante. Il progetto è, di fatto, sul punto di essere abortito.
  • il babbofamilias ha rischiato di essere operato d’urgenza per appendicite. Ma ce la siamo cavata con una settimana di antibiotici. Dico la verità. Se lo avessero operato credo che avrei avuto un meltdown in piena regola. Resta sotto osservazione quindi ho ancora qualche chance di vincere un esaurimento nervoso: non sono fortunata?
  • il Cane Obi fa la vittima e non si capisce perché. Urge visita dal veterinario per indagare, ma i sospetti sono che Cane Obi, incarnando la parte ipersensibile della famiglia, assorba i malumori generali e si immoli a capro espiatorio, digiunando di quando in quando. Potrebbero anche essere vermi, ma rimando la preoccupazione alla prossima settimana.
  • Pubblicare questo post è stata una gara con a mia pazienza. Quando si ha una connessione scarsa, i codici di sicurezza possono diventare un inferno. Ma non sottovaluto, come spiego sotto, la potenza terapeutica ti tale gesto liberatorio.

Per quanto riguarda le notizie positive:

  • a forza di budini al cioccolato, che il bimby produce senza posa rigorosamente con ingredienti bio, l’Infanta sta prendendo peso. Spero solo di non averla precocemente indirizzata a una sorta di tossicodipendenza che mi rinfaccerà durante l’adolescenza.
  • il mio computer dopo un cambio di batteria costato come un mese di spesa alimentare, si è ripreso.
  • il tempo sta migliorando.
  • i bandi per i concorsi pubblici non mancano e anche per le borse di studio: la mammafamilias ci prova. Chissà che una botta di culo prima o poi non capiti anche a lei, che modestamente sta accumulando un certo credito a riguardo.
  • dopo aver preso le reciproche misure alzando anche un po’ i toni, la coppia mater-babbofamilias si ritrova più salda di prima. La mia teoria, che magari approfondiremo, è che talvolta rifare il quadro della situazione serva proprio a ritrovarsi, anche se non è semplicissimo.
  • aver ripreso a scrivere si sta provando, in questi giorni di crisi, assai terapeutico e liberatorio e c’è bisogno di farlo meglio, di più e con maggiore profondità, ma a volte il richiamo di the sims, ormai in una versione vintage che però detto tra noi spacca, nei rari momenti di quiete, è troppo forte per essere ignorato.

Termini di ricerca sconosciuti

Ovvero: del perché non ho la minima intenzione di mettere foto di mia figlia su internet. E di come è improbabile che io cambi idea in tempi brevi.


Sono le cinque di stamattina e mi sveglio per l’ultima volta nella mia camera, nella nostra camera.
Quante cose sono successe in questa casa?
Ci sono tante cose che sto trascurando in questi ultimi frenetici giorni di trasloco e una sveglia prima dell’alba, con una mente affollata di pensieri è quello che ci vuole per recuperare il tempo perduto.
Faccio i miei soliti “giri”.
Postsecret, Humans of New York, repubblicapuntoitte, il reader di wordpress.
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Storie di Feed

Mentre aspetto che Paterfamiliae torni dal lavoro per pranzare insieme, sono su facebook che cazzeggio per riprendermi dall’invio di un curriculum a un’azienda, il primo dopo la nascita dell’Infanta, che dorme, e rivelo dell’esistenza del blog della Materfamiliae alla Nonnafamiliae, che sarebbe la mia Mater. È così che funziona, con mia mamma non riesco a tenere nemmeno un cece. Ci parliamo su facebook e skype e whatsapp non solo perché lei è una signora hig-tech, ma soprattutto perché abitiamo lontane e abbiamo un certo pudore delle conversazioni telefono, che tra l’altro ci frigge anche le orecchie.
Tempo due secondi, dopo aver cliccato sul link, mi dice “mettici i feed” io, rivelando la mia incompetenza da bloggher  in erba rispondo “i feed?!?” “I pulsantini per condividere” io “… ma lasciamo che la cosa abbia un andamento naturale” (insomma facciamo finta di essere ancora nel 2005, prima di facebook e di tutto il resto, quando ero giovane e sgarzulina) e lei “scrivi per essere letta, giusto?” io le rispondo con una delle faccine di facebook che rappresentano un piccione perplesso.

La Nonnafamiliae è una donna estremamente intelligente, dotata di un cervello fino e di una logica infallibile, anche se lei sostiene di essere illogica (e ci frega tutti). Stando alle premonizioni astrologiche, mia figlia le sarà molto affine. Insomma sono rovinata.

Vado a cercare di capire come si mettono i feed.