Cose belle prima durante e dopo Pasqua

La primavera ormai è esplosa.
La Mammafamilias fa cose e vede gente. Ha iniziato una cura ricostituente, perché nonostante le ingenti quantità di cibo che ingurgita le cascano i pantaloni che prima le andavano stretti – per quanto il raggiungimento della megrezza sia uno dei traguardi della donna bianca occidentale, la nonnafamilias l’ha vista smunta e le ha dato lo sciroppo all’Alfa Alfa per rimettersi un attimo in sesto.
La mammafamilias ha preso una filonata per i reality che parlano dell’Alaska e vuole diventare l’esperta mondiale in materia, scrivendo fiumi di parole e concetti profondissimi sull’argomento, magari a notte fonda: ha troppo da fare e talvolta rimpiange di non aver mandato l’Infanta al nido. Ma la scelta era tra la pastasciutta nel piatto e il costosissimo nido, per cui ha scelto la pastasciutta e riserva allo studio e alla meditazione sui massimi sistemi le ore della notte più nera e profonda.
Intanto in questo luogo alle porte della Grande Città finalmente la primavera sta esplodendo: i Narcisi fioriscono, le gemme stanno per esplodere, le salamelle sfrigolano sulle griglie, gli alberi da frutto fioriscono e l’erba cresce ipertrofica.
La Rosa, sottoposta a una radicale potatura, ha buttato di nuovo e questo ha placato le ansie di una giardiniera che ha visto operare per anni ma ha da poco preso in mano i ferri del mestiere e temeva di aver amputato il paziente in maniera troppo radicale.
I miracoli della natura.
Adesso la materfamilias torna a studiare i regolamenti didattici di Ateneo, perché la competizione per lavorare nelle segreterie didattiche sarà feroce e lei non deve trovarsi impreparata.

Givin’ it a chance

Il Concorsone si è rivelato un insuccesso clamoroso. Per tre punti, non mi hanno ammesso all’orale.
Mi sono concessa un paio d’ore di lutto regolamentare per quello che sarei potuta diventare e non sarò mai, per poi buttarmi a capofitto in nuovi progetti. Astrologicamente parlando, pare che io abbia un qualche pianeta chiave in ariete che mi permette questi slanci veramente mondiali in caso di nuove sfide intellettuali. Pare che sia Mercurio, ma non vorrei sbagliarmi.
I miei giorni nel giro di ventiquattr’ore sono di nuovo giorni in cui google scholar, il Blocco Giallo degli Appunti e le matite ben temperate sono i miei migliori amici.
Penso e scrivo scrivo e penso sulla tesi incompresa e come renderla accattivante in un abstract e su come far sembrare fondamentale al mondo e a tutta l’umanità il motivo dei miei interessi, mentre il Babbofamilias inchioda una porta nuova, completamente autoprodotta, con rumorosa soddisfazione.
Ci provo e lo voglio, chissà che non succeda di nuovo di fare un Salto Baltico.
Del resto, stiamo guardando Vikings mica per nulla.
Porta nuova? Si, perché c’è l’invasione degli scarafaggi (segno inequivocabile che la divinità non gradisce più la nostra presenza in questo appartamento e dovremmo sicuramente togliere le tende al più presto), dobbiamo chiudere il Rimosso (la soffitta di casa nostra, che dà sul nostro terrazzino), regno incontrastato dei nostri gatti e anche dei disgustosi infestanti. Ma la deblattizzazione è tremendamente tossica per i mici e quindi dobbiamo impedire loro l’accesso al luogo in cui le cose inutili della nostra vita si depositano intanto che l’omino del veleno fa il suo ingrato lavoro.
La porta nuova è una meravigliosa occasione per il Babbofamilias di scoprirsi talentuoso falegname, lui che ha sempre avuto la manualità di un… di un… insomma, una manualità a dir poco scarsa.
Torno a confrontarmi con i miei demoni e il sempiterno senso di inadeguatezza, che domani devo mandare a quella santa della mia professoressa la bozza del progetto, l’Infanta dorme e ogni minuto è prezioso.

PS: L’Infanta sa fare le pernacchie!

Give Geography a Chance

Questa settimana, visto che mercoledì prossimo c’è la prova scritta (e a quanto pare, decisiva) del Concorsone, non sto avendo nemmeno tempo per pensare, figuriamoci per scrivere.
Sto approfittando di un’insolita formazione congiunta consistente nella lievitazione del pane unita a cottura della mia cena e sonno anticipato (incredibilmente solitario) dell’Infanta, per mettere giù qualche annotazione.
La cosa più rilevante successa è che martedì sono andata a trovare La Professoressa, che sarebbe poi la mia relatrice di laurea. La sottoscritta ha avuto sempre delle insegnanti notevoli, dalle medie in poi. L’entropia è stata sempre ristabilita da personaggi che mi hanno irreversibilmente traumatizzato, ma perché ricordare solo il Male? Magari un giorno ci sarà modo di raccontare su questi pixel le loro imprese e gesta, nel bene e nel male.
La più recente aggiunta al club è La Professoressa in questione, che è una geografa, una donna entusiasmante che si occupa di temi fichissimi, ha creduto nella mia tesi quando tutti hanno riso, una persona che quando la guardo mi fa dire “Ecco. Alla sua età voglio essere come lei: colta oltre ogni immaginazione, di sinistra ma con classe, abbronzata, ligia al mestiere che faccio e con un saggio su The Walking Dead in lavorazione, perché si, l’accademia può essere divertente e può parlare di cose pop ma senza perdere la sua profondità”.
Insomma, con un filo di tremarella sono andata a trovarla e le ho portato un regalo perché sono fatta così. Una mappa del Messico (long story…) e una sulla distribuzione degli animali per aree climatiche dell’800, recuperate in un fichissimo negozio Ungherese su Etsy che vende solo mappe antiche, perché a una geografa cosa vuoi regalare se non una mappa?!
E dopo aver chiacchierato un po’, ho fatto outing dicendole, testuali parole: “faccia di me quello che vuole” (perché la mia vita non può essere solo essere moglie-madre-partecipante al concorsone, perché l’accademia fatta come la fa lei è una cosa che mi fa brillare gli occhi e perché mi merito di esercitare il cervello in cose interessanti, per la miseria! E tanto vale dire le cose come stanno nonostante l’insicurezza cronica e gli autosabotaggi continui.).
E lei ha detto che troverà di sicuro qualcosa da farmi fare.
Quando smetterò di controllare ossessivamente la mia mail in attesa di scoprire che cosa sarà questo qualcosa, probabilmente una sua mail arriverà e io avrò quel qualcosa da fare! Nell’ambito della geografia culturale! La mia vita ha sicuramente più senso, adesso.
Nel frattempo, continuo a trovare dei palliativi che mi  riempiano l’esistenza come una padella e una casseruola fichissime, anche se dell’Ikea, in cui stasera sto bollendo dei fagiolini in mancanza di pietanze più interessanti di cui occuparmi e a riempire la mia testolina buffa di nozioni sulla pubblica sicurezza, gli enti locali e il diritto amministrativo.
Vado che l’Infanta si è svegliata, era troppo bello per durare.