Storie di fine estate

La mammafamilias vive in una centrifuga, a tutta velocità.
Le cose che sono successe sono tante.
In ordine sparso, probabilmente ripetendo cose già scritte, sicuramente a beneficio dei posteri, incido nel web questi fatti salienti che riguardano la mia vita a imperitura memoria, mentre le polpette friggono sul fuoco:

  • Ho lasciato la macchina fotografica dalla nonnafamilias. Questo ha interrotto il mio exploit come mamma-bloggher-fotografa di piatta campagna lombarda, cani, passeggiate: meglio così? Non so. A me piace tanto mettere una foto ogni tanto.
  • Forse va bene così, perché ho inziato a correre. E nessuno voluo vedere foto sballonzolanti di una che fatica come una disperata in fuga da un immaginario t-rex. Ma comunque, se non conoscete http://darebee.com/, adesso lo conoscete e non avete scuse per non cercare di arrivare a correre 5k in 8 settimane, proprio come sto facendo io.
  • È iniziato un progetto di coblogging fichissimo di cui sicuramente sentirete parlare su questi schermi: si chiama StorMoms ed è perfettamente in linea con i cambiamenti climatici globali.
  • Sono diventata una lavoratrice in proprio, un’imprenditrice, una e-commerce owner, insomma. Ma di questo parleremo meglio più avanti, perché è tutto in fieri, mi porta quintali di torcipanza e mi costringe a orari massacranti. In più, mi rende dolorosamente consapevole del fatto che la connessione, nella bellissima cascina del cuore dove ci siamo trasferiti ormai quasi un anno fa, fa veramente schifo, e questa saponetta (che solo il nome sa di carcere) e le corse per andare a casa dell’amica D, che nel frattempo ha sfornato una meravigliosa pagnottella di nome A, mi fa rimpiangere la metropoli tentacolare. La fibra, insomma, mi farà tornare a vivere in ambiente urbano? Ci troveremo a essere portatori sani di mutuo, tra qualche anno? O continueremo a essere degli affittuari impenitenti, raccontandoci che “non stiamo buttando via i soldi, siamo solo nel trend europeo”? Solo il tempo ci darà le risposte.
  • Non leggo più libri, ma quando tornerò ad avere qualche soldo in tasca, saranno sicuramente la prima cosa su cui comincerò a spendere e spandere. Perché quando diventi mamma, leggere un romanzo anche brutto è un lusso che ci si scorda troppo facilmente.
  • Mi rendo conto che stiamo uscendo dal tunnell. L’impostazione dell’infant* bis non può essere rimandata ancora a lungo. Non posso riabituarmi a dormire, mangiare, uscire da sola, avere incontri clandestini col babbofamilias con livelli ormonali da 15enni, ma con l’esperienza di due che ormai arrivano a 30 e non si guardano indietro, per poi riprecipitare in una simbiosi totalizzante per altri due anni minimo. Bisognerà agire. Ne va della nostra famiglia.
  • Gli amici A e D sono andati in Islanda. In bicicletta. Hanno fatto il bagno nudi nelle pozze calde e dormito in tenda nella tundra selvaggia. Quasi quasi mi compro un passaporto tedesco e faccio lo stesso, ma con una bambina di nemmeno due anni. Nel frattempo, nella mia grotta, stile gollum, covo rancore e lividamente maledico gli amici (ancora) senza figli.
  • Vedendo la piccola pagnotta cinghialotta, A, figlia dell’amica D (un’altra D, non quella di prima), dimentico tutto quello che ho detto prima, mi scordo di tunnell, di vacanze che non faremo se non tra vent’anni, mi intenerisco e voglio solo essere nuovamente ipollinata.
  • Tra un anno esatto, l’Infanta non aspetterà l’inizio del nido, ma della scuola materna. Il tempo vola, quando ci si diverte.

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