Termini di ricerca sconosciuti

Ovvero: del perché non ho la minima intenzione di mettere foto di mia figlia su internet. E di come è improbabile che io cambi idea in tempi brevi.


Sono le cinque di stamattina e mi sveglio per l’ultima volta nella mia camera, nella nostra camera.
Quante cose sono successe in questa casa?
Ci sono tante cose che sto trascurando in questi ultimi frenetici giorni di trasloco e una sveglia prima dell’alba, con una mente affollata di pensieri è quello che ci vuole per recuperare il tempo perduto.
Faccio i miei soliti “giri”.
Postsecret, Humans of New York, repubblicapuntoitte, il reader di wordpress.
Penso: cavolo, è da un sacco che non aggiorno il blog. La mia Prez mi tartassa e mi dice “aggiorna dal telefono, i tuoi fans ti aspettano!”. Io nicchio e vado avanti con gli scatoloni.
Il mercato del lunedì lo stanno montando. È il mio ultimo lunedì in questa casa, è un lunedì di festa, è l’Immacolata concezione. Faremo l’albero stasera, nella casa nuova? Mi riprometto di mettere su almeno una fila di lucine.
Il mio secondo ciclo dalla gravidanza è qui, noto la corrispondenza con l’Immacolata, che anche se non sono cattolica, voglio dire, tutto sommato è il mio background, è un mistero mica da ridere quello di Maria, perché diventare mamme è proprio un’avventura spirituale, una rinascita eccetera eccetera, insomma il secondo ciclo, mica sono più abituata agli odori, ai megabrufoli sul mento che esplodono e mi chiedo perché, poi arriva quella traccia di sangue e si spiega tutto.
Ma sto tergiversando, perché arrivare al punto mi fa male eppure devo farlo, mi sento proprio il dovere di scrivere queste righe, adesso che sono le 6.53 e per prendere tempo ho fatto il giro di tutta la casa cercando di non inciampare nei mucchi di cose ammucchiate, preso l’orzocaffè, mangiato una tazza di cereali, nutrito i gatti, pensato che loro non lo sanno ma verranno messi in un trasportino e trasportati in un nuovo luogo entro stasera e la loro vita cambierà e non è proprio simpatico non avere un modo per avvertirli ma la convivenza tra umani e animali è anche questo, si comunica in altri modi e ci si vuole bene anche quando ci si sorprende in modi strani e inaspettati.
Insomma sono nel letto, nemmeno quaranta minuti fa e l’Infanta e il Babbofamilias dormono con me. Facciamo cosleeping ma questa è un’altra storia. Il Babbofamilias russa e mentre guardo il telefono con quell’inconfondibile chiarore azzurrino che si spande come una lucetta della buonanotte, per placarlo allungo un braccio e gli accarezzo la nuca.
Vado sulla pagina delle statistiche del blog, che chi ha un blog lo sa, può diventare un’ossessione come i marron glacé e la pastasciutta al pomodoro o i rossetti, sorrido un pochino non notando particolari cambiamenti nella mia (scarsa) curva di visite. Tutto è uguale a sempre.
Poi guardo i paesi. Come al solito nella mia topten c’è l’Australia cosa che interpreto sempre come un segno che prima o poi mi toccherà andarci, in Australia.
Poi guardo i termini di ricerca. I termini di ricerca per arrivare qui, al mio blog, praticamente in casa mia, qui nella mia cucina ancora per poche ore, sul mio tavolo, nel mio letto, tra le pieghe della mia vita, sono per lo più sconosciuti.
È una cosa che non ho mai capito granché ma come metafora mi andava benissimo.
È una cosa che non faccio quasi mai, ma mi son detta “cavolo Materfamilias, non apri qui da quasi un mese, vai a vedere i riassunti delle statistiche”. E vado.
E vedo che qualcuno è arrivato al mio post su cani e bambini con la seguente ricerca: cane scopa bambina.
Ora.
Ripetere queste parole mi provoca uno strano formicolio all’emisfero sinistro.
Come quando si vede qualcosa di scioccante.
Come quando c’era quella signora anziana che poteva essere mia nonna, riversa in viale Corsica appena investita con la gamba fratturata e l’osso che si vedeva e lei che cercava di alzarsi proprio come farebbe una bestia ferita, che non sa che è meglio stare buoni buoni e aspettare che ti aiutino, e il sangue usciva da tutte le parti.
Come quando si vedono cose che non si dovrebbero vedere, si ascoltano parole che non si dovrebbero udire e si dicono frasi che non si dovrebbero pronunciare.
Un tabù è stato infranto.
All’inizio non ho capito. Forse non è un verbo, forse chiunque ha inserito i termini di ricerca intendeva l’oggetto e non il verbo, intendeva quella di saggina.
Io non lo so. Pollyanna che sei in me lo so che vuoi credere che sia una scopa di saggina, come quella delle streghe.
Vorrei poter viaggiare nell’etere e vederti in faccia, tu che hai scritto queste parole, che le hai messe in fila così come io le ho ripetute, vedere chi sei, fare in modo che tu acquisti un volto e dunque concretezza e dunque possibilità di difendermi, anche fisicamente, a morsi a calci a spintoni. Che tu abbia un corpo da chiudere e segregare lontano da me, una mente da affidare a uno bravo per davvero, uno spirito che magari ha qualche chance di guarire chissà.
Un famoso filosofo ha fatto il discorso dell’abisso, che se lo guardi troppo lui guarda te e un po’ di quella oscurità ti entra dentro. Io credo che guardare in queste oscurità e portarle alla luce sia un po’ prendere il toro per le corna. Dire a costui o costei, io so che esisti, che sei passato o passata di qui.
Hai lasciato traccia tangibile.
Sei monitorato, ti percepisco, ti vedo, ti smerdo ovvero ti pubblico, non resta una cosa tra noi ma la rendo di pubblico dominio.
Io intanto mi sento male nemmeno mi avessero dato una bastonata in testa o qualcuno fosse entrato in casa mia per frugare tra le mie cose, magari guardando me e la mia famiglia mentre dormiamo, senza prendere nulla.
Ho fatto un sogno del genere poco tempo fa: qualcuno entrava nella mia casa nuova e, non visto ci osservava.
Il ciclo mestruale ha molti svantaggi ma di sicuro spalanca le porte dell’intuizione.
Per il momento, se qualcuno pensa che io torni indietro anche solo di un millimetro sulla mia convinzione di non mettere foto di mia figlia piccola online, questo qualcuno si sbaglia di grosso.
Saremo senza connessione a internet per un po’ a partire da domani e non mi sono mai sentita meglio a riguardo.

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5 pensieri su “Termini di ricerca sconosciuti

  1. Leggerai il mio blog, sai cosa scrivo e di cosa parlo. Ecco, nei miei riassunti ho trovato questo “siti dove si mettono foto xxx”
    ma ti pare? Io non ho parole…
    Comunque anche io sono della scuola “non metto foto dei miei figli” ma nemmeno mie… E credo di fare bene. Buon inizio di vita nella nuova casa 🙂

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    • Si, mi ha dato la misura di quanto questi pazzi furiosi “sono in mezzo a noi”. Se ci penso mi viene da tagliare tutti i fili e andare a meditare sul monte. La verità è che vorrei imparare a proteggermi da certe intrusioni, ma soprattutto proteggere mia figlia.

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